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#2RR, passaggi a Sud PDF Stampa E-mail
News - Viaggi
Scritto da Dani   
Domenica 26 Luglio 2015 18:59

Isole comprese! ;-)

Dopo la pedalata fino in Friuli, coperta quasi in tempo reale sul sito bikepartisans, tocca al profondo Sud, più la Sardegna.

Nei prossimi giorni #2RR sarà a

in un'interessante serie di incontri con realtà agricole e artistiche "di frontiera".
Seguirà il ritorno della
Insistiamo a proporre esplorazioni a misura d'uomo (e di donna!)!

 
2015, #2RR è No Tav e No GOII PDF Stampa E-mail
News - Diario
Scritto da Daniele Contardo   
Lunedì 29 Giugno 2015 20:15

Il viaggio #2RR 2014 fu un lungo viaggio di tre mesi.

Quest'anno saranno più viaggi brevi.

Cominciamo col mitico Nordest. In quest'anno in cui ricorre la sciagurata entrata dell'Italia nella Prima guerra mondiale pedaleremo verso il Friuli, con una nutrita e scelta compagnia di facinorosi No Tav, per partecipare ai lavori del 5° Forum Contro le Grandi Opere Inutili e Imposte.

Una scelta non solo simbolica in questi tempi di guerra finanziaria.

Tutte le istruzioni e l'itinerario sono pubblicati sul sito #2RR.

Chi vuole partecipare?

Ultimo aggiornamento Lunedì 29 Giugno 2015 20:29
 
Bike Days, per cominciare (o per finire) PDF Stampa E-mail
News - Diario
Scritto da Daniele Contardo   
Giovedì 28 Maggio 2015 16:34

Molti mesi (e per fortuna migliaia di km) dagli ultimi aggiornamenti. Me ne scuso.

Tutta l'attenzione si è concentrata sull'avventura di #2RR 2014 e il relativo sito, bikepartisans.org.

In più a novembre mi è capitato un fatto imprevisto: la mia laurea è uscita improvvisamente dalla polvere e dopo 25 anni di esperienza come esperto esterno nelle scuole ho iniziato a lavorare dalla parte sbagliata della cattedra ;-)

Questo mi ha comportato un corso accelerato di #buonascuola (ne avrò parecchio da dire) e mi ha dato la spinta necessaria per lasciare la capitale e diventare valsusino a tutti gli effetti.
Non è una scelta indolore. Triste lasciare Porta Palazzo, specialmente adesso che rischia di finire sotto gli artigli degli alfieri della gentrification, come altri quartieri di Torino.

La foto che vedete qui sopra ritrae il Bike Pride 2014. 30 mila pedalatori stimati, e gli assessori competenti in prima fila a spingere sui pedali.

La speranza -lecita- era che un simile successo facesse da volano per un significativo cambio nelle politiche cittadine di viabilità.

Nel frattempo:

  • la scellerata guerra della Procura contro il movimento No Tav ha distribuito anni di galera e multe da manicomio. Senza battere ciglio sono stati presi come Vangelo i ridicoli certificati medici fotocopiati dei poliziotti feriti -se inciampavi sulle tue proprie zampe la colpa era della ragazza che stavi inseguendo.
  • Ci sarà un nesso se intanto, per la terza volta in pochi anni, è tornata in scena l'Ostensione della Sindone, ovvero il più colossale abuso della credulità popolare a est delle Alpi. Nonché una nuova grande occasione per invadere la città con pesanti veicoli a motore, bus di solito NON nuovi e poco inquinanti. Ce ne sarebbe da dire sul fatto che un pellegrino che si rispetti alla Sindone dovrebbe andarci a piedi! :-p Ma stavolta il Comune un tentativo di disciplinare l'orda l'ha fatto.
  • Peccato che su tutto il resto abbia una vocina flebile flebile. Come quando si tratta di difendere i patrimoni della città dall'assalto dei privati (la Cavallerizza, l'Acqua pubblica svenduta ignorando bellamente i netti risultati del referendum) e la più elementare civiltà antifascista (ancora voglie di pogrom, quando aspettiamo ancora giustizia per il rogo della Continassa).

Con queste premesse ci prepariamo al Bike Pride 2015. Che quest'anno cresce, raddoppia e diventa Bike Days!

I pedalatori saranno accolti dalla fragorosa fanfara della Bandragola Orkestar!

Poi rentrerons dans l'ombre.

Ultimo aggiornamento Venerdì 29 Maggio 2015 00:08
 
Io sono Charlie, e vi vo in culo! PDF Stampa E-mail
News - Diario
Scritto da Dani   
Mercoledì 07 Gennaio 2015 19:44

Persino il Profeta converrebbe

"Journal irresponsable", gliel'avevano detto e scritto più volte.
In pensieri, parole, minacce e bombe.
Gliel'avevano detto e loro lo avevano rivendicato, lo scrivevano giusto sotto la testata.
Charlie Hebdo era fatto così.
Certo che cercava guai, è il mestiere di un giornale di satira!
(Spero di non aver bisogno di precisare che "cercare guai" non significa fare da bersaglio a degli stronzi vigliacchi armati di kalashnikov!)
Se avete meno di 35 anni difficilmente sapete di cosa sto parlando, purtroppo non potete sapere il concetto di "giornale di satira" e questo la dice lunga sulla china che abbiamo imboccato in Italia.

Aveva preso una brutta piega Charlie, certo, si leggeva sempre meno volentieri, al punto che dopo anni avevo disdetto l'abbonamento.
Una piega che si può tranquillamente definire islamofoba.
Ma lo stesso, in Italia un giornale così ce lo sogniamo!

I vecchi satiri ricordano -giustamente- in lacrime il vecchio caro porcone Wolinski (mai "vecchio porco" quanto il suo maestro riconosciuto Reiser, ma quella è un'altra storia), ma Charlie era anche controinformazione.
Tanta.
Inchieste di quelle vere, articoli di economia che per quanto ci capivo -pure in francese- picchiavano duro e dove fa male, altro che i vaneggiamenti complottisti che riempiono i nostri giornali.
Rubriche come "L'espulso della settimana", che da un po' di tempo era diventata, ahimè, "L'eretico della settimana".
Persa l'ecumenicità nella cattiveria, sembrava che fossimo circondati da orde di barbuti pronti a scannare gli uomini e a mettere il velo alle donne.

E gli stronzi di oggi non cambiano niente, è un concetto che rimane una stronzata!
Da lasciare ai fascisti mascherati in salsa grillo-fallacio-leghista.

"Si può ridere di tutto?" si chiedeva costantemente Charlie.
La risposta è sempre sì!
Ma un vero satiro sa che è anche questione di tempismo (rileggetevi la bibbia made in Luttazzi "Mentana a Elm Street" su Giap).

La satira è un lusso, perché richiede conoscenza!
Richiede di avere un retroterra comune, in modo da capire di cosa e come ridere.

Per questo la vera satira dà fastidio a tutti i dittatori e aspiranti tali.

La satira è SOLO da sotto in su. Dà fastidio al potere, non lo compiace.
Altrimenti è solo un altro tipo di manganello.

Chi oggi chiama alla crociata anti-islam è come se stesse imbracciando quei kalashnikov.
AMA quei bastardi, e quei kalashnikov.

Il giullare non ci casca, e vi andrà sempre in culo!
Che sia in musica, con le matite, o con una battuta piazzata come si deve.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 07 Gennaio 2015 23:25
 
#2RR 2014 - Alla ricerca del popolo che manca PDF Stampa E-mail
News - Viaggi
Scritto da Dani   
Mercoledì 21 Maggio 2014 22:57

Si parte. L'edizione 2014 di 2 Ruote di Resistenza (d'ora in poi #2RR) avrà una marcia in più.
Due ruote in più, intanto. Quelle di Nica Mammì, pubblicista, storica, insegnante di italiano per stranieri, il tutto rigorosamente precario!

Il suo sguardo sarà quello che fermerà e permetterà di trasmettere fino a voi le strade, gli itinerari, gli scorci magici e irripetibili che lo Stivale sa sempre offrire, una volta che si esca dalle rotte battute da tir, auto private, e treni-pallottola!

Perché #2RR non è un semplice tour! Non si uniscono i puntini tra una tappa e l'altra il più velocemente possibile.
Si respira il territorio pedalata dopo pedalata, come solo la bicicletta permette di fare.
Non una bicicletta accomodante, da pedalata domenicale per tacitare la coscienza e fare green-washing: no, è una bici che si sa Storia, che ha tracciato la Storia di questo Paese, e reclama il suo legittimo spazio contro la dittatura dell'auto privata che esige di coprire sempre maggiori distanze a sempre maggior velocità, in un crescendo di inutilità.

Non si va "in campagna" per fuggire, si va a restituire la voce, a riannodare almeno alcuni fili di un territorio lungo e disperso, negato nella sua diversità e formidabilità.
Dice bene Alice Rohrwacher! Campagna indomata, scomoda, ibrida, sempre in fermento.
Campagna, monti e valli da solcare tenendo cara la lezione di Nuto Revelli!

Da qui il titolo: ALLA RICERCA DEL POPOLO CHE MANCA.

Con l'aiuto di Nica visiterò, intervisteremo, fotograferemo, riprenderemo, e la sera restituiremo.
Con la musica, con il fedele organetto, formidabile ambasciatore musicale dei migranti di mezzo mondo.
Ma non solo.

Ogni tappa sarà scandita dagli incontri, dalle letture, dalle intuizioni raccolte durante la giornata.
E sarà restituita in un sito.

Con dei media partner d'eccezione:

Ci incontreremo tutti a Monteriggioni, per il Festival della Viandanza. E ne avremo di cose da raccontarci.
Contiamo di arrivare fino in Basilicata.
Stiamo preparando l'itinerario.
Se avete luoghi, persone, storie da suggerirci, o se semplicemente volete che passiamo vicino a voi, non avete che da contattarci!
E se volete contribuire al cappello virtuale, c'è persino la piattaforma di crowdfunding che vi aspetta!
Hasta! Ci vediamo su www.bikepartisans.org
Ultimo aggiornamento Martedì 27 Maggio 2014 20:28
 
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