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#salvaiciclisti senza frontiere PDF Stampa E-mail
News - Viaggi
Scritto da Daniele Contardo   
Venerdì 21 Febbraio 2014 15:22

Come promesso, ecco il report della due giorni di Bici Senza Frontiere, pubblicato su Saperepopolare:

“Si inizi l'ultimo gioco, il Bike To Sky! Ogni partecipante gonfi un palloncino e gliene sarà dato in cambio uno gonfio di elio, da attaccare alla bici!”

La bici è una Ghost Bike, le biciclette dipinte di bianco che, effimeri monumenti, vengono incatenate accanto ai luoghi dove un ciclista o un pedone ha perso la vita. Alla fine la sagoma bianca di compensato si leva brevemente nell'aria sotto una nuvola di palloncini multicolore. L'effimero arcobaleno che si staglia contro il cielo cupo chiude con un simbolo inequivocabile la prima edizione di Bici Senza frontiere, la festa bolognese ideata tra mille dubbi per festeggiare il secondo anniversario della nascita del movimento #Salvaiciclisti.

Simona Larghetti ha dovuto addirittura fondare un'associazione (Salvaiciclisti-Bologna) per poter ottenere i permessi necessari a trasformare il Crescentone di Piazza Maggiore in una grande e gioiosa pista di gioco, sull'onda dei gloriosi Giochi Senza Frontiere.

Bike To School (la sfida quotidiana di portare i bambini a scuola nel caos del traffico), Bike To Work (le insidie della giungla d'asfalto per chi osa sfidare il dogma a 4 ruote e andare al lavoro in bici), Bike In Progress (ricordate il Musichiere di Mario Riva? Bisogna rispondere a quiz sui misteri del codice stradale, ma anche avere lo scatto dello sprinter -rigorosamente fixed- per rispondere!) e a chiudere, il citato Bike To Sky.

Il successo dell'iniziativa era tutt'altro che scontato.

Si trattava di bissare il successo delle adunate degli anni precedenti (la grande Critical Mass di 50mila persone ai Fori Imperiali del 28 Aprile 2012 e la festosa invasione del centro di Milano del 4 Maggio 2013, giorno della Mobilità Nuova) nonostante il calendario insidioso, e di alzare ulteriormente la posta di un movimento ancora giovane ma già ricco di storia e di successi: infatti dopo i Giochi dell'8 Febbraio si sarebbe svolta un'assemblea generale del movimento, per capire “cosa fare da grandi”.

La scommessa di accostare ludico e serio, sana goliardia tipicamente bolognese (non sarebbe spiaciuto a Freak Antoni, dannazione!) e spirito organizzativo, si può tranquillamente considerare vinta: sabato 8 Febbraio ben 16 squadre di ciclogiocatori arrivati da parecchie città d'Italia (ben quattro le squadre romane!) hanno onorato la scherzosa competizione con autentici tocchi di virtuosismo ciclante a beneficio del pubblico, mentre il giorno dopo oltre un centinaio di attivisti hanno fatto buon uso del salone gentilmente prestato da Làbas per far compiere al movimento un passo successivo visto dai più come necessario.

Da quando 38 blogger, seguendo l'onda della campagna del Times di Londra Cities Safe For Cycling hanno dato la prima pedalata al movimento #Salvaiciclisti, la strada percorsa è stata davvero tanta. Certo la congiuntura economica ha aiutato, per cui da due anni le vendite di biciclette in Italia hanno superato quelle delle automobili, ma lo sforzo congiunto di attivisti e professionisti ha riportato le due ruote sull'agenda nazionale.

#Salvaiciclisti è ora uno degli hashtag più popolari di Twitter, ma non ci si ferma certo al pur incandescente scambio di idee sui social network: in più città sono nati gruppi, ciclofficine, convegni, manifestazioni, eventi, associazioni (federate o meno alla storica FIAB, la federazione degli amici della bicicletta) che chiedono a gran voce uno scarto in avanti.

Alle iniziative locali dei volontari servono sempre più strumenti organizzativi all'altezza.

Gli esperti di urbanistica e viabilità che, dati alla mano, accreditano sempre più le tesi dei ciclanti hanno bisogno di un megafono a livello nazionale, e siccome siamo in Italia, per poter essere presi sul serio da Governo e amministrazioni, un dannato inquadramento burocratico!

Il Codice della Strada, per quel che riguarda i velocipedi (sic) è fermo dal 1975 e urge una rinfrescata, anzi un aggiornamento di sistema!

Lo reclamano i mille morti all'anno tra pedoni e ciclisti e l'inqualificabile spreco di risorse per mantenere un macchinario ormai inadeguato ai tempi.

Dopo poche ore di fitta assemblea la decisione è presa: il movimento si tiene ben stretta la sua fluidità e la sua preziosa inafferrabilità, ma accanto nascerà un organismo, probabilmente un'associazione, e nascerà il 28 aprile per onorare un'altra data cara al movimento!

In pratica ogni scusa è buona per rimettersi in strada e, sfidando le assurde carenze delle ferrovie in materia di trasporto velocipedi, ritrovarsi a dibattere, e pedalare, in una colorata e gioiosa invasione delle città!

Appuntamento al 28, #SIC!

PS: io ero quello là, il Gallo Fringuello ;-)

 
Bici Senza Frontiere PDF Stampa E-mail
News - Viaggi
Scritto da Dani   
Mercoledì 05 Febbraio 2014 18:53

BSF

Non so da voi, ma a Torino viene giù il tradizionale Monsone Piemontese. È il caso di gonfiare bene gomme della bici, e via.

A Bologna, a Bologna!

Perché sono passati due anni dalla nascita di #Salvaiciclisti e bisogna tenere la briglia tesa. La bicicletta, grazie alla pressione costante del movimento, è entrata nell'agenda della politica nazionale e l'obiettivo è una cosa da niente: cambiare le strade e la viabilità!

Ogni giorno si consumano, nel silenzio dei media, DUE ecatombi: sul lavoro e per le strade. Gli incidenti stradali diminuiscono, eppure i morti tra i pedoni e i ciclisti aumentano! È il caso di ritrovarsi, e si tratta di fare niente di meno che una rivoluzione: riprendersi le strade per cambiare le città.

Il manifesto C’MoN – CICLISTI PER LA MOBILITA’ NUOVA può essere letto per esteso qui.

Come il 28 aprile 2012 a Roma, e il 4 Maggio 2013 a Milano, attivisti, amici e semplici curiosi si ritroveranno, e per cominciare sarà festa!

Saranno BICI SENZA FRONTIERE.

Se passate per Piazza Maggiore troverete una figura familiare vestita in una maniera inqualificabile (così mi hanno promesso: aiuto!) come novello Gennaro Olivieri, e squadre da tutta Italia si affronteranno nelle prove più ardue: portare i bambini a scuola in bici! Andare al lavoro in bici! E altro ancora che non voglio anticipare, andate sul sito per ingolosirvi :-D

E il giorno dopo si farà assemblea nazionale, in modo da tornare a casa tutti con le idee chiare e ben determinati a cambiare le facce delle nostre città.

Per cominciate, visto che una rivoluzione non è tale se non si balla, imparate i passi del Flash Mob!

Al ritorno se ne parla. State bene!!!

Ultimo aggiornamento Mercoledì 05 Febbraio 2014 19:55
 
2.0.1.3. la guerra ai poveri PDF Stampa E-mail
News - Alta filosofia
Scritto da Daniele Contardo   
Martedì 31 Dicembre 2013 12:51

Canto le strofe del Bateur di Porta Palazzo da sempre, ereditate dai Cantambanchi. Pensavo si trattasse di una rassicurante presa in giro di tempi oscuri e ormai passati. Ma vent'anni di cura berlusconiana e di non-opposizione hanno fatto il miracolo e così eccoci, alla fine del 2013, ancora circondati da gente ansiosa di comprare l'elisir della beata Ermengarda che slunga, slarga e fa crescere la barba!

Ci volevano anni di tagli (a colpi di accetta) e linciaggi, mediatici e no, alla scuola pubblica, al concetto stesso di bene pubblico e comune. E così trasmissioni cosiddette trasgressive fanno la ola a dei nuovi Vannonimarchi. Tutto, purché assicuri una soluzione facile, e che dia la colpa a qualcun altro (l'euro, i migranti, i Rom, gli anarco-insurrezionalisti, in Valle o a pedali...).

Ma una delle cose sane che insegna la bicicletta è che non puoi aggirare proprio tutti gli ostacoli. Delle volte devi proprio pigiare sulle pedivelle, il naso più vicino del didietro alla strada, che sia asfaltata o sterrata (o almeno erbosa). Basta alzare lo sguardo, voltarti un attimo, e scopri quanta strada hai fatto. Ed è tua, non l'hai rubata e non te l'ha regalata nessuno.

Qui si fa quel tipo di strada, si raccontano quel tipo di storie, si suona quel tipo di musica.

Chi da anni ripete come un disco rotto che i sognatori devono rassegnarsi, che bisogna tenere i piedi per terra, ha ottenuto dei risultati mirabolanti! È aumentata la ricchezza (per alcuni) e soprattutto la miseria. Purtroppo soprattutto quella morale. Il popolo diventa gGente, e impara a odiare le vittime, e a dare dei ladri ai derubati.

Il giullare non è quello che vi fanno credere, il buffone che si guadagna gli appalti prendendo mojiti con la gente giusta.

La musica di strada non è l'innocuo sottofondo allo shopping.

È lavoro. Conosce il lavoro e il suo valore. Sa distinguere i ciarlatani. Soprattutto la specie peggiore: i giullari che cercano di farsi re. Il risultato è sempre lo stesso: non avremo più né il giullare, né il re.

Questo anno è stato abbastanza spietato, ma ha avuto il pregio di far cadere parecchie maschere.

Ciao 2013 senza rimpianti.

Si riparta! Buon anno nuovo, per davvero.

Ultimo aggiornamento Martedì 31 Dicembre 2013 13:17
 
Biciconvenienza PDF Stampa E-mail
News - Alta filosofia
Scritto da Daniele Contardo   
Giovedì 05 Dicembre 2013 23:01

 

Originariamente pubblicato su Saperepopolare.


Sarà la crisi, eppure la bicicletta non ha mai causato reazioni così accese ogni volta che se ne parla. Sui grandi giornali non passa quasi giorno senza che non venga pubblicato un articolo che ammonisce sulla pericolosità dei ciclisti in strada! Questo perché, forse complice -ancora!- la crisi, la bicicletta è (ri)entrata prepotentemente in scena, non solo come mezzo ludico per gite e vacanze “alternative”, ma come parte sempre più integrante del traffico urbano, quotidiano.

Tutti i dati concordano: da due anni le vendite delle biciclette hanno superato quelle delle auto! Una maggiore presenza porta una maggiore visibilità - e maggiori problemi. La campagna #Salvaiciclisti lanciata nel Gennaio 2012 ha costretto Governi, amministrazioni locali e media a prendere atto dell’inadeguatezza del Codice della Strada nel gestire questi mutati rapporti di presenza, fino a elaborare una piattaforma condivisa nel Libro Rosso della Ciclabilità e della Mobilità nuova (da scaricare e da compulsare!), ma non è di questo che mi han chiesto di parlare gli amici di Saperepopolare.

I grandi amano le cifre”, racconta il Piccolo Principe. La bicicletta è, agli occhi di un paese malato di -se mi passate il neologismo- economania, una sfacciata perdita di tempo, roba da fricchettoni-hippy-abbraccia-alberi! Urgono cifre per dimostrare che invece, sorpresa!, la bicicletta rende! E ancora di più potrebbe rendere se Governi e amministrazioni si arrendessero all’evidenza e indirizzassero le loro politiche -e l’imprenditoria dirigesse i suoi investimenti- nella giusta direzione.

Rileva Paolo Pinzuti sul fondamentale sito Bikeitalia come finora i notevoli vantaggi correlati alla pratica ciclistica -risparmio economico individuale, contenimento delle emissioni inquinanti, riduzione della mortalità stradale e del traffico- fossero basati più sul buon senso che su calcoli definiti.

Oggi, per dimostrare l’impatto e la resa della bicicletta nell’economia è nata addirittura una disciplina, la bikenomics (bike + economics) e si stanno organizzando convegni a livello internazionale.

Da poco si è svolto a Milano Citytech, un evento organizzato anche dalla Commissione Europea, che ha visto la partecipazione dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), ECF (European Cyclsts’ Federation), FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) e Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo e Accessori).

E proprio oggi, 3 Dicembre 2013, si terrà a Bari Intermodalità nell’Adriatico - Condivisione e trasferibilità di buone pratiche per l’integrazione della mobilità ciclistica con le altre modalità di trasporto, nell’ambito dei progetti di cooperazione transfrontaliera “INTERMODAL”.

Ma con quali parametri si misura la redditività della bicicletta? In uno studio pubblicato lo scorso Settembre la ECF ha individuato alcuni parametri:

  • I benefici sulla salute;

  • la diminuzione del volume di traffico (congestion);

  • il risparmio di carburante;

  • la riduzione di emissioni di CO2;

  • la riduzione dell’inquinamento dell’aria;

  • la riduzione dell’inquinamento acustico.

Questi benefici sono anche economici, non fosse altro che per l’aumentata produttività, per il banale fatto che l’attività fisica riduce il ricorso ai medicinali e all’ospedalizzazione; e, last but not least, per il risparmio sui costi associati all’autoveicolo (6000 € all’anno per famiglia, stando agli studi Bikegnomics. Urban Bike Messenger (fonte: bikeitalia.it)più recenti)!

Cifre esatte, univoche, possono ora essere fornite grazie a HEAT, un protocollo elaborato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità utilizzabile attraverso parametri semplici, univoci ed inequivocabili. O anche attraverso strumenti empirici come l’Eco-Counter, che permettendo di contare con precisione il numero di pedoni, ciclisti o automobilisti in un determinata area per un determinato tempo, mette fine alle chiacchiere da bar e alle cifre sparate a casaccio ormai anche nei media più autorevoli.

Questa è solo un’infarinatura, ma troverete i dati completi negli atti del citato convegno Citytech, disponibili anche sul sito Bikeitalia.

 

E in tutto questo non abbiamo ancora menzionato i benefici effetti sull’occupazione che verrebbero dalla costruzione di infrastrutture ad hoc! Stando al citato rapporto di ECF, l’utilizzo della bicicletta genererebbe ogni anno nei ventisette Paesi della UE 200 miliardi di euro: una cifra pari al PIL della Danimarca! La strada e il traffico reclamerebbero poi 4000 vite in meno in un anno…

Ultimo aggiornamento Giovedì 05 Dicembre 2013 23:36
 
Mille cuori e una "baracca" PDF Stampa E-mail
News - Diario
Scritto da Dani   
Sabato 02 Novembre 2013 18:43

Logica cristallina! Vanno a fuoco un compressore o una betoniera delle ditte che lavorano nel cantiere di Chiomonte (il buco di 8 km gabellato come "TAV Torino-Lione" per i gonzi) e il verdetto è unanime e strillato, prima ancora che inizino delle indagini: sono i No Tav! Non contano le oscure affiliazioni, la mancanza di certificati antimafia etc etc. (per non parlare di sottigliezze da zecche tipo la presunzione di innocenza), accorre il ministro Lupi e dispensa 5 milioni fuoribusta!

Brucia il Presidio Picapera di Vaie e... Azz! "Solidarietà per l'atto teppistico"!
Troppo buoni! Bisogna riconoscere che per la gente che brindava e sfotteva quando Luca Abbà rischiava la vita è un bel progresso!
Ma non troviamo scritto da nessuna parte "attentato sitav", come sarebbe giusto quantomeno per la legge del contrappasso. La signorilità comunque regna sovrana, il Tg2 titola "a fuoco la baracca notav".

In quella "baracca" per dirne una ci ho passato il Capodanno. Ho condiviso serate di canti, guardate pure le foto, è una "baracca" quella? Era (e sarà, non illudetevi) un luogo di ritrovo, di condivisione, di cultura, di socialità, in cui ogni ospite faceva la sua parte per tenerlo più che pulito, a disposizione di tutti (con tanto di toilette esterna, migliore di quella di parecchi bar fighetti). Famiglie, gruppi di teatro, ricercatori, almeno un premio Oscar, ci è passato di tutto. Fuori dalla logica del consumo, dello spettacolo, della consumazione, dell'individualismo. Chiaro che i poveretti che hanno in testa un'immagine stereotipata del temutissimo "centro sociale" non potranno mai capire.

Ecco il video della conferenza stampa tenuta stamattina sul posto: articoli qui, o qui per chi non ha tempo di vedere il video.

La lotta No Tav è una battaglia culturale. La democrazia, la partecipazione, la condivisione, contro la logica dei grandi appalti, degli amici degli amici.

Da una parte i maneggioni alla Ligresti, che si scambiano favori milionari con i ministri e non concepiscono che possano esistere leggi, che debbano rispondere dei loro atti, che non possano disporre delle nostre vite e della nostra terra come vogliono!

Dall'altra chi chiede lavoro nella giustizia, nell'uguaglianza, nella responsabilità sociale (prescritta dalla Costituzione, altra fastidiosa fisima da zecche). A volto scoperto e a mani nude, sempre. E trova la legge, sotto forma di arresti alla cazzo di cane, reati inventati a tutta pagina e smentiti sottovoce, gli avanzi di Herat e di Bolzaneto spacciati come icone del Povero Poliziotto Pasoliniano mentre pestano donne e pericolosissimi anziani.

Per questo, domenica 2 giornata di canti e condivisione e a sera fiaccolata.
E il 16 si torna a camminare negli 8 km che cambiano la vita.

Ultimo aggiornamento Sabato 02 Novembre 2013 20:13
 
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