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#2RR 2014 - Alla ricerca del popolo che manca PDF Stampa E-mail
News - Viaggi
Scritto da Dani   
Mercoledì 21 Maggio 2014 22:57

Si parte. L'edizione 2014 di 2 Ruote di Resistenza (d'ora in poi #2RR) avrà una marcia in più.
Due ruote in più, intanto. Quelle di Nica Mammì, pubblicista, storica, insegnante di italiano per stranieri, il tutto rigorosamente precario!

Il suo sguardo sarà quello che fermerà e permetterà di trasmettere fino a voi le strade, gli itinerari, gli scorci magici e irripetibili che lo Stivale sa sempre offrire, una volta che si esca dalle rotte battute da tir, auto private, e treni-pallottola!

Perché #2RR non è un semplice tour! Non si uniscono i puntini tra una tappa e l'altra il più velocemente possibile.
Si respira il territorio pedalata dopo pedalata, come solo la bicicletta permette di fare.
Non una bicicletta accomodante, da pedalata domenicale per tacitare la coscienza e fare green-washing: no, è una bici che si sa Storia, che ha tracciato la Storia di questo Paese, e reclama il suo legittimo spazio contro la dittatura dell'auto privata che esige di coprire sempre maggiori distanze a sempre maggior velocità, in un crescendo di inutilità.

Non si va "in campagna" per fuggire, si va a restituire la voce, a riannodare almeno alcuni fili di un territorio lungo e disperso, negato nella sua diversità e formidabilità.
Dice bene Alice Rohrwacher! Campagna indomata, scomoda, ibrida, sempre in fermento.
Campagna, monti e valli da solcare tenendo cara la lezione di Nuto Revelli!

Da qui il titolo: ALLA RICERCA DEL POPOLO CHE MANCA.

Con l'aiuto di Nica visiterò, intervisteremo, fotograferemo, riprenderemo, e la sera restituiremo.
Con la musica, con il fedele organetto, formidabile ambasciatore musicale dei migranti di mezzo mondo.
Ma non solo.

Ogni tappa sarà scandita dagli incontri, dalle letture, dalle intuizioni raccolte durante la giornata.
E sarà restituita in un sito.

Con dei media partner d'eccezione:

Ci incontreremo tutti a Monteriggioni, per il Festival della Viandanza. E ne avremo di cose da raccontarci.
Contiamo di arrivare fino in Basilicata.
Stiamo preparando l'itinerario.
Se avete luoghi, persone, storie da suggerirci, o se semplicemente volete che passiamo vicino a voi, non avete che da contattarci!
E se volete contribuire al cappello virtuale, c'è persino la piattaforma di crowdfunding che vi aspetta!
Hasta! Ci vediamo su www.bikepartisans.org
Ultimo aggiornamento Martedì 27 Maggio 2014 20:28
 
Colpevoli di sapere. Colpevoli di resistere PDF Stampa E-mail
News - Diario
Scritto da Dani   
Venerdì 09 Maggio 2014 08:30

Grazie al Cagliari Social Forum e al Teatro del Segno per l'ospitalità! Due giorni di scambio e di consapevolezza No Tav, in attesa di tornare nell'Isola per la nuova edizione della BiciNuragica!

È da molto che il sito non viene aggiornato, un po' perché il Rattomaster ha molto da fare ;-) , un po' perché c'è molto in pentola.

L'inchiesta pubblicata sul sito Notav.info sulle frequentazioni inquietanti del pm Rinaudo mostra quanto la chimerica linea Tav Torino-Lione (nella realtà: un buco per terra che non vedrà mai sbocco) sia in perfetta continuità con la poco gloriosa storia dei megaappalti della regione Piemonte.
Come già avevano rilevato Luca Rastello e andrea De Benedetti in Binario Morto, dall'autostrada A32 ai mondiali del 1990 alle Olimpiadi invernali del 2006, un coacervo di interessi con un piede nella criminalità organizzata, 'ndrangheta in primis, e un altro nella destra eversiva degli anni '70.
Con un tocco di colore dato da Calciopoli.

Interessi a molti zeri, rigorosamente di denaro pubblico, per cui un ceto politico è pronto a spianare un'intera Valle, abitanti compresi!

Da qui la ferocia degli attacchi mediatici e giudiziari contro il movimento.

Sabato 10 saranno (saremo) a Torino per non lasciare soli gli arrestati (cinque mesi di carcere senza processo per un sospetto danneggiamento! Mentre abbiamo pregiudicati che dettano legge). Siateci, la presenza è la migliore garanzia che non vengano tentati brutti scherzi.

 
#salvaiciclisti senza frontiere PDF Stampa E-mail
News - Viaggi
Scritto da Daniele Contardo   
Venerdì 21 Febbraio 2014 15:22

Come promesso, ecco il report della due giorni di Bici Senza Frontiere, pubblicato su Saperepopolare:

“Si inizi l'ultimo gioco, il Bike To Sky! Ogni partecipante gonfi un palloncino e gliene sarà dato in cambio uno gonfio di elio, da attaccare alla bici!”

La bici è una Ghost Bike, le biciclette dipinte di bianco che, effimeri monumenti, vengono incatenate accanto ai luoghi dove un ciclista o un pedone ha perso la vita. Alla fine la sagoma bianca di compensato si leva brevemente nell'aria sotto una nuvola di palloncini multicolore. L'effimero arcobaleno che si staglia contro il cielo cupo chiude con un simbolo inequivocabile la prima edizione di Bici Senza frontiere, la festa bolognese ideata tra mille dubbi per festeggiare il secondo anniversario della nascita del movimento #Salvaiciclisti.

Simona Larghetti ha dovuto addirittura fondare un'associazione (Salvaiciclisti-Bologna) per poter ottenere i permessi necessari a trasformare il Crescentone di Piazza Maggiore in una grande e gioiosa pista di gioco, sull'onda dei gloriosi Giochi Senza Frontiere.

Bike To School (la sfida quotidiana di portare i bambini a scuola nel caos del traffico), Bike To Work (le insidie della giungla d'asfalto per chi osa sfidare il dogma a 4 ruote e andare al lavoro in bici), Bike In Progress (ricordate il Musichiere di Mario Riva? Bisogna rispondere a quiz sui misteri del codice stradale, ma anche avere lo scatto dello sprinter -rigorosamente fixed- per rispondere!) e a chiudere, il citato Bike To Sky.

Il successo dell'iniziativa era tutt'altro che scontato.

Si trattava di bissare il successo delle adunate degli anni precedenti (la grande Critical Mass di 50mila persone ai Fori Imperiali del 28 Aprile 2012 e la festosa invasione del centro di Milano del 4 Maggio 2013, giorno della Mobilità Nuova) nonostante il calendario insidioso, e di alzare ulteriormente la posta di un movimento ancora giovane ma già ricco di storia e di successi: infatti dopo i Giochi dell'8 Febbraio si sarebbe svolta un'assemblea generale del movimento, per capire “cosa fare da grandi”.

La scommessa di accostare ludico e serio, sana goliardia tipicamente bolognese (non sarebbe spiaciuto a Freak Antoni, dannazione!) e spirito organizzativo, si può tranquillamente considerare vinta: sabato 8 Febbraio ben 16 squadre di ciclogiocatori arrivati da parecchie città d'Italia (ben quattro le squadre romane!) hanno onorato la scherzosa competizione con autentici tocchi di virtuosismo ciclante a beneficio del pubblico, mentre il giorno dopo oltre un centinaio di attivisti hanno fatto buon uso del salone gentilmente prestato da Làbas per far compiere al movimento un passo successivo visto dai più come necessario.

Da quando 38 blogger, seguendo l'onda della campagna del Times di Londra Cities Safe For Cycling hanno dato la prima pedalata al movimento #Salvaiciclisti, la strada percorsa è stata davvero tanta. Certo la congiuntura economica ha aiutato, per cui da due anni le vendite di biciclette in Italia hanno superato quelle delle automobili, ma lo sforzo congiunto di attivisti e professionisti ha riportato le due ruote sull'agenda nazionale.

#Salvaiciclisti è ora uno degli hashtag più popolari di Twitter, ma non ci si ferma certo al pur incandescente scambio di idee sui social network: in più città sono nati gruppi, ciclofficine, convegni, manifestazioni, eventi, associazioni (federate o meno alla storica FIAB, la federazione degli amici della bicicletta) che chiedono a gran voce uno scarto in avanti.

Alle iniziative locali dei volontari servono sempre più strumenti organizzativi all'altezza.

Gli esperti di urbanistica e viabilità che, dati alla mano, accreditano sempre più le tesi dei ciclanti hanno bisogno di un megafono a livello nazionale, e siccome siamo in Italia, per poter essere presi sul serio da Governo e amministrazioni, un dannato inquadramento burocratico!

Il Codice della Strada, per quel che riguarda i velocipedi (sic) è fermo dal 1975 e urge una rinfrescata, anzi un aggiornamento di sistema!

Lo reclamano i mille morti all'anno tra pedoni e ciclisti e l'inqualificabile spreco di risorse per mantenere un macchinario ormai inadeguato ai tempi.

Dopo poche ore di fitta assemblea la decisione è presa: il movimento si tiene ben stretta la sua fluidità e la sua preziosa inafferrabilità, ma accanto nascerà un organismo, probabilmente un'associazione, e nascerà il 28 aprile per onorare un'altra data cara al movimento!

In pratica ogni scusa è buona per rimettersi in strada e, sfidando le assurde carenze delle ferrovie in materia di trasporto velocipedi, ritrovarsi a dibattere, e pedalare, in una colorata e gioiosa invasione delle città!

Appuntamento al 28, #SIC!

PS: io ero quello là, il Gallo Fringuello ;-)

Ultimo aggiornamento Sabato 23 Agosto 2014 08:51
 
Bici Senza Frontiere PDF Stampa E-mail
News - Viaggi
Scritto da Dani   
Mercoledì 05 Febbraio 2014 18:53

BSF

Non so da voi, ma a Torino viene giù il tradizionale Monsone Piemontese. È il caso di gonfiare bene gomme della bici, e via.

A Bologna, a Bologna!

Perché sono passati due anni dalla nascita di #Salvaiciclisti e bisogna tenere la briglia tesa. La bicicletta, grazie alla pressione costante del movimento, è entrata nell'agenda della politica nazionale e l'obiettivo è una cosa da niente: cambiare le strade e la viabilità!

Ogni giorno si consumano, nel silenzio dei media, DUE ecatombi: sul lavoro e per le strade. Gli incidenti stradali diminuiscono, eppure i morti tra i pedoni e i ciclisti aumentano! È il caso di ritrovarsi, e si tratta di fare niente di meno che una rivoluzione: riprendersi le strade per cambiare le città.

Il manifesto C’MoN – CICLISTI PER LA MOBILITA’ NUOVA può essere letto per esteso qui.

Come il 28 aprile 2012 a Roma, e il 4 Maggio 2013 a Milano, attivisti, amici e semplici curiosi si ritroveranno, e per cominciare sarà festa!

Saranno BICI SENZA FRONTIERE.

Se passate per Piazza Maggiore troverete una figura familiare vestita in una maniera inqualificabile (così mi hanno promesso: aiuto!) come novello Gennaro Olivieri, e squadre da tutta Italia si affronteranno nelle prove più ardue: portare i bambini a scuola in bici! Andare al lavoro in bici! E altro ancora che non voglio anticipare, andate sul sito per ingolosirvi :-D

E il giorno dopo si farà assemblea nazionale, in modo da tornare a casa tutti con le idee chiare e ben determinati a cambiare le facce delle nostre città.

Per cominciate, visto che una rivoluzione non è tale se non si balla, imparate i passi del Flash Mob!

Al ritorno se ne parla. State bene!!!

Ultimo aggiornamento Mercoledì 05 Febbraio 2014 19:55
 
2.0.1.3. la guerra ai poveri PDF Stampa E-mail
News - Alta filosofia
Scritto da Daniele Contardo   
Martedì 31 Dicembre 2013 12:51

Canto le strofe del Bateur di Porta Palazzo da sempre, ereditate dai Cantambanchi. Pensavo si trattasse di una rassicurante presa in giro di tempi oscuri e ormai passati. Ma vent'anni di cura berlusconiana e di non-opposizione hanno fatto il miracolo e così eccoci, alla fine del 2013, ancora circondati da gente ansiosa di comprare l'elisir della beata Ermengarda che slunga, slarga e fa crescere la barba!

Ci volevano anni di tagli (a colpi di accetta) e linciaggi, mediatici e no, alla scuola pubblica, al concetto stesso di bene pubblico e comune. E così trasmissioni cosiddette trasgressive fanno la ola a dei nuovi Vannonimarchi. Tutto, purché assicuri una soluzione facile, e che dia la colpa a qualcun altro (l'euro, i migranti, i Rom, gli anarco-insurrezionalisti, in Valle o a pedali...).

Ma una delle cose sane che insegna la bicicletta è che non puoi aggirare proprio tutti gli ostacoli. Delle volte devi proprio pigiare sulle pedivelle, il naso più vicino del didietro alla strada, che sia asfaltata o sterrata (o almeno erbosa). Basta alzare lo sguardo, voltarti un attimo, e scopri quanta strada hai fatto. Ed è tua, non l'hai rubata e non te l'ha regalata nessuno.

Qui si fa quel tipo di strada, si raccontano quel tipo di storie, si suona quel tipo di musica.

Chi da anni ripete come un disco rotto che i sognatori devono rassegnarsi, che bisogna tenere i piedi per terra, ha ottenuto dei risultati mirabolanti! È aumentata la ricchezza (per alcuni) e soprattutto la miseria. Purtroppo soprattutto quella morale. Il popolo diventa gGente, e impara a odiare le vittime, e a dare dei ladri ai derubati.

Il giullare non è quello che vi fanno credere, il buffone che si guadagna gli appalti prendendo mojiti con la gente giusta.

La musica di strada non è l'innocuo sottofondo allo shopping.

È lavoro. Conosce il lavoro e il suo valore. Sa distinguere i ciarlatani. Soprattutto la specie peggiore: i giullari che cercano di farsi re. Il risultato è sempre lo stesso: non avremo più né il giullare, né il re.

Questo anno è stato abbastanza spietato, ma ha avuto il pregio di far cadere parecchie maschere.

Ciao 2013 senza rimpianti.

Si riparta! Buon anno nuovo, per davvero.

Ultimo aggiornamento Martedì 31 Dicembre 2013 13:17
 
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