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Born Again Cretins! PDF Print E-mail
News - Good reads
Written by Dani   
Friday, 18 November 2011 16:36
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Devo togliermi qualche sassolino dalla scarpa sull'attentato alla redazione di Charlie Hebdo, sulla satira, l'integralismo e altre cretinate.

Leggo il leggendario settimanale satirico francese da un po' di anni. Ho dovuto aspettare tanto a scrivere a causa della proverbiale lentezza delle Poste (e del caro bambino dei vicini che me lo frega sempre dalla buca) perché dovevo verificare il famigerato numero, quello con Maometto in copertina "nuovo direttore" che promette "cento colpi di frusta a chi non muore dal ridere". E che ha causato il sacro furore (letteralmente) degli integralisti, che hanno espresso il loro disappunto con due bottiglie molotov.

E ho potuto verificare che i contenuti potenzialmente offensivi sono i suoi soliti. Cioè la ponderata -e motivatissima- presa per il culo dell'integralismo religioso. Di tutti. Tutti quelli dei tre monoteismi. Nonostante a qualcuno piaccia fare lo gnorri e approfittare per fare una sana caccia all'arabo.

La tradizione satirica francese è impagabile (altro pilastro storico è il Canard enchainé). Spesso pubblicano notizie di prima mano facendo autentica controinformazione, e fanno satira vera, quella che smaschera e sputtana il potere e costringe a discutere delle questioni pressanti e disturbanti. 
È sempre più importante sentire cosa succede a casa dei nostri presuntuosi cugini d'Oltralpe, specie dopo la primavera araba, la caduta di Gheddafi e le risatine del loro nano malefico contro il nostro. Con il loro passato coloniale hanno affrontato e affrontano questioni che, con qualche anno di ritardo diventeranno urgenti anche da noi. Come il rapporto con i migranti e con le altre religioni.
Poi loro hanno una cosa che in Italia ci sogniamo: la legge del 1905 sulla laicità dello Stato!

Last Updated on Saturday, 19 November 2011 17:20
 
La Lega straripa e il territorio annega PDF Print E-mail
News - Good reads
Written by Dani   
Sunday, 07 November 2010 13:27
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Dal manifesto di oggi copio volentieri:

Alessandro Robecchi - Voi siete qui

Mentre a Roma i gloriosi padani appoggiano il governo Bunga Bunga, nelle loro terre, in Veneto, i fiumi straripano alla grande, le città si allagano tipo Venezia, capannoni, laboratori e fabbrichette sono inagibili. Niente male come controllo del territorio, la tanto sbandierata specialità dei leghisti, che questa volta, perdonerete la metafora, ha fatto acqua da tutte le parti. Il governatore Zaia con il cappello in mano chiede un miliardo all’odiato stato centrale: il Veneto ai veneti, per carità, ma gli schei che vengano da Roma.

 
Spring Against Mafia PDF Print E-mail
News - Good reads
Written by Dani   
Tuesday, 11 May 2010 22:04

In Marco Tullio Giordana's movie, the house of young anti-Mafia journalist Giuseppe "Peppino" Impastato, in Cinisi near Palermo, just went a hundred steps away from the Mafia boss Tano Badalamenti's own home. A small distance which made a clear symbol of how the lives of everyone in the little town were bound to the Mob. Peppino's own father, Luigi, was a man of honor and so was his uncle Cesare Manzella, blown up by a bomb in his car when Peppino was a child.

Blown up on the railroad tracks himself, on the same night of the killing of Aldo Moro, Peppino Impastato was long libeled as a terrorist killed by his own bomb, and it was his friends' and his mother Felicia's long battle to let the truth be known and have boss Tano given a life sentence for the killing of her son.

Now, exactly 32 years after Peppino's killing, the hundred steps have been taken! Zu Tano's house has been assigned to Casa Memoria, the association founded by late Felicia and Peppino's brother Giovanni to preserve the memory of Peppino's struggle and keep up the fight against Mafia!

A nemesis which was long overdue!

But it's not the only good piece of news!

Casablanca, the quality monthly magazine founded by Riccardo Orioles and Graziella Proto which keeps up the tradition of good anti-mafia journalism started by late Giuseppe Fava, is back on print!

In my disgraced country, people are led to believe that, as long as Roberto Saviano's Gomorrah or brilliant Sabina Guzzanti's documentary Draquila have success, it means that you make easy money with antimafia! Poor, poor slandered mafia bosses!

Well, is so it is, as they say in Tuscany, let's kick the cripples on the shins! You can subscribe and read Casablanca and so help Riccardo's team of young grassroots journalists lose their political integrity by not giving their blood to pay for their toner and phone bills! Help make the struggle against Mafia more and more glamorous! :-p

Last Updated on Wednesday, 12 May 2010 15:33
 
Schegge di Liberazione PDF Print E-mail
News - Good reads
Written by Dani   
Friday, 23 April 2010 12:17
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Cliccate per scaricare Schegge di Liberazione

È un ebook. Un libro virtuale, in formato .pdf. Potete leggerlo con l'ICoso, con tutti i tipi di ammennicoli anche senza la I. O, volendo, stamparlo.

Sono racconti sulla Liberazione, scritti da una serie di blogger. Qualcuno già lo conoscevo, altri adesso inizierò a leggerli, linkarli e likarli, feedarli e inoltrarli. Ogni racconto ha l'indirizzo dell'autore (do per scontato che sull'Abesipage arriva gente che maneggia il mouse per la prima volta, ed è vero).

Sono stati scritti appositamente, su idea di uno di loro. Non appena l'ho scaricato e l'ho iniziato ho subito dovuto condividerlo.

Sono racconti che sanno di terra, sanno di sangue, di vita, pieni di nomi che urlano somiglianze con storie che abbiamo conosciuto, parenti che abbiamo perduto.

Come questo, che già avevo segnalato l'altro giorno, che racconta la storia di Bologna attraverso le sue vie. Mi aveva subito colpito, perché le strade, la geografia, raccontano la Storia.

Cambiare la geografia significa cambiare la storia.

È per questo che per i coloni israeliani è capitale sradicare gli ulivi, far morire le strade riempendole di blocchi di cemento e stendere al loro posto tappeti di asfalto che vanno verso il nulla. È per questo che si impedisce agli aquilani di ricostruirsi la loro città. È per questo che si bruciano i presidi No Tav.

Perché la realtà smetta di sanguinarti in faccia con la sua chiarezza insultante, e rimanga solo il chiasso di chi ha più soldi per pagare più megafoni e manganellatori, sia reali che mediatici.

Ma sulla narrazione, quella in grado di restituirti l'urlo del vento e le voci infuse col sangue nella terra, sembra che non ci sia paragone.

Viene da ridere: com'è che i revisionisti, che possono permettersi di invadere librerie, programmi scolastici, contributi pubblici e palinsesti televisivi, non riescono a sviluppare un... anti-Ascanio, un anti-Bebo, capace di dire le ragioni "dei vinti"?

La risposta, si sa, soffia. Ma in parte si trova anche in quelle pagine, a disposizione libera delle vostre stampanti.

Last Updated on Friday, 23 April 2010 12:53
 


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